Renversé
Rivendicazione di parole in arabo
13 juin 2022
L'Oversight Board ha revocato la decisione originale di Meta di rimuovere un post su Instagram in cui, secondo l'utente, venivano mostrate immagini di parole in arabo che possono essere utilizzate per riferirsi in chiave dispregiativa agli uomini con atteggiamenti effeminati.
L'Oversight Board ha revocato la decisione originale di Meta di rimuovere un post su Instagram in cui, secondo l'utente, venivano mostrate immagini di parole in arabo che possono essere utilizzate per riferirsi in chiave dispregiativa agli uomini con "effeminate mannerisms" (atteggiamenti effeminati). Il contenuto era oggetto di un'eccezione alla normativa di Meta in materia di incitamento all'odio e non doveva essere rimosso.
Informazioni sul caso
Nel novembre 2021 un account pubblico Instagram, che si descrive come uno spazio per la discussione delle narrazioni queer nella cultura araba, ha pubblicato una serie di immagini a carosello (un singolo post di Instagram contenente fino a 10 immagini con la stessa didascalia). La didascalia, scritta sia in arabo che in inglese, spiegava che ogni immagine mostrava una diversa parola utilizzabile nel mondo di lingua araba per riferirsi in chiave dispregiativa agli uomini con "effeminate mannerisms" (atteggiamenti effeminati), inclusi i termini "zamel", "foufou", e "tante/tanta". L'utente ha dichiarato che il post intendeva "to reclaim [the] power of such hurtful terms" (rivendicare [la] forza di tali termini offensivi).
Meta ha inizialmente rimosso il contenuto per violazione della sua normativa sull'incitamento all'odio. Successivamente lo ha ripristinato dopo che l'utente ha inviato un ricorso. Dopo che il contenuto è stato segnalato da un altro utente, Meta lo ha rimosso nuovamente per violazione della sua normativa sull'incitamento all'odio. Secondo Meta, prima che il Board selezionasse il caso in oggetto, il contenuto era stato inoltrato per un ulteriore controllo interno, secondo cui il contenuto non violava la normativa sull'incitamento all'odio dell'azienda. Meta aveva quindi ripristinato il contenuto su Instagram. Meta ha spiegato che la decisione iniziale di rimuovere il contenuto si era basata sul controllo delle immagini contenenti i termini "z***l" e "t***e/t***a".
Conclusioni principali
Il Board ritiene che la rimozione di tale contenuto sia un chiaro errore, non in linea con la normativa di Meta sull'incitamento all'odio. Sebbene il post contenga termini offensivi, il contenuto è oggetto di un'eccezione per i discorsi "usati in modo autoreferenziale o per rafforzare una causa", oltre a essere un'eccezione che consente di citare discorsi che incitano all'odio per "condannarli o per sensibilizzare le persone". Le dichiarazioni dell'utente, che affermava di non "condone or encourage the use" (tollerare o incoraggiare l'uso) dei termini offensivi in questione e che il suo obiettivo era di "to reclaim [the] power of such hurtful terms" (rivendicare [la] forza di tali termini offensivi), avrebbero dovuto richiamare l'attenzione del moderatore sulla possibilità di applicare un'eccezione.
Per le persone LGBTQIA+ che vivono in Paesi che ne penalizzano la libertà di espressione, i social media sono spesso uno degli unici mezzi a loro disposizione per esprimersi liberamente. L'eccessiva moderazione delle opinioni di utenti facenti parte di gruppi minoritari perseguitati rappresenta una grave minaccia alla loro libertà di espressione. Per questo motivo, il Board teme che Meta non applichi in modo coerente le esenzioni alle affermazioni dei gruppi emarginati, previste dalla normativa sull'incitamento all'odio.
Gli errori commessi nel caso in oggetto hanno coinvolto tre diversi moderatori, i quali hanno stabilito che il contenuto violava la normativa sull'incitamento all'odio, e dimostrano che le linee guida fornite da Meta ai moderatori per valutare i riferimenti a termini dispregiativi potrebbero non essere sufficienti. Il Board teme che gli addetti al controllo non dispongano di risorse sufficienti in termini di tempo o formazione per evitare il tipo di errore riscontrato in questo caso.
Fornire ai moderatori linee guida in inglese su come controllare i contenuti in lingue diverse dall'inglese, così come fa attualmente Meta, comporta una difficoltà intrinseca. Per permettere ai moderatori di valutare al meglio quando applicare le eccezioni a contenuti con insulti, il Board raccomanda a Meta di tradurre le sue linee guida interne nei dialetti arabi utilizzati dai suoi moderatori.
Inoltre, il Board ritiene che Meta debba cercare regolarmente il contributo delle minoranze colpite da insulti in base al Paese e alla cultura di appartenenza. Ciò permetterebbe all'azienda di elaborare elenchi di termini offensivi che tengano conto delle sfumature e di offrire ai moderatori linee guida adeguate per l'applicazione delle eccezioni alla sua normativa sugli insulti. Meta deve inoltre adottare una maggiore trasparenza sulle modalità di creazione, applicazione e verifica degli elenchi di termini offensivi che siano specifici per ciascun mercato.
La decisione dell'Oversight Board
L'Oversight Board revoca la decisione originaria di Meta di rimuovere il contenuto.
Di seguito le linee guida sulle normative che il Board suggerisce a Meta:
- Tradurre gli Standard di implementazione interni e le Domande note nei dialetti arabi usati dai suoi moderatori di contenuti. Così facendo, potrebbe ridursi l'applicazione eccessiva nelle zone geografiche di lingua araba, consentendo ai moderatori di valutare meglio quando le eccezioni ai contenuti con insulti sono giustificate.
- Pubblicare una spiegazione chiara sul modo in cui l'azienda crea gli elenchi di insulti specifici per ciascun mercato. Tale spiegazione deve includere i procedimenti e i criteri che designano quali insulti e quali Paesi sono assegnati a ciascun elenco specifico per mercato.
- Pubblicare una spiegazione chiara sul modo in cui l'azienda applica gli elenchi di insulti specifici per ciascun mercato. Tale spiegazione deve includere i procedimenti e i criteri che determinano precisamente quando e dove verrà applicato il divieto relativo agli insulti, sia per quanto riguarda i post provenienti dalla zona geografica in questione, sia per quelli provenienti da altre zone geografiche ma relativi alla zona geografica in questione, e/o in relazione a tutti gli utenti della zona geografica in questione, indipendentemente dall'origine geografica del post.
- Pubblicare una spiegazione chiara sul modo in cui l'azienda verifica gli elenchi di insulti specifici per ciascun mercato. Tale spiegazione deve includere i procedimenti e i criteri secondo cui gli insulti vengono rimossi o inseriti negli elenchi di insulti specifici per ciascun mercato.
*I riepiloghi forniscono una panoramica di un determinato caso e non costituiscono un precedente.
Decisione completa sul caso
1.Riepilogo della decisione
L'Oversight Board revoca la decisione originaria di Meta di rimuovere un post di Instagram di un account che esplora "le narrazioni queer nella storia e nella cultura popolare araba". Il contenuto rientra in un'eccezione prevista dalla normativa di Meta sull'incitamento all'odio, in quanto riporta, condanna e discute l'uso negativo di insulti omofobi da parte di altri e li utilizza in un contesto esplicitamente positivo.
2. Descrizione e contesto del caso
Nel novembre 2021 un account pubblico Instagram, che si descrive come uno spazio per la discussione delle narrative queer nella cultura araba, ha pubblicato una serie di immagini a carosello (un singolo post di Instagram contenente fino a 10 immagini con la stessa didascalia). La didascalia, scritta dall'utente sia in arabo che in inglese, spiegava che ogni immagine mostrava una diversa parola utilizzabile nel mondo di lingua araba per riferirsi in chiave dispregiativa agli uomini con "effeminate mannerisms" (atteggiamenti effeminati), inclusi i termini "zamel", "foufou", e "tante/tanta". Nella didascalia l'utente ha dichiarato di non "condone or encourage the use of these words" (tollerare o incoraggiare l'uso di queste parole), ma ha spiegato di essere stato precedentemente vittima di uno di questi insulti e che il post aveva lo scopo di "to reclaim [the] power of such hurtful terms" (rivendicare [la] forza di tali termini offensivi). Gli esperti esterni del Board hanno confermato che i termini citati nel contenuto sono spesso usati come insulti.
Il contenuto ha ricevuto circa 9000 visualizzazioni, 30 commenti e 2000 reazioni. Nelle tre ore successive alla pubblicazione del contenuto, un utente lo ha segnalato per "immagini di nudo e atti sessuali di adulti" e un altro per "adescamento". Ciascuna segnalazione è stata gestita separatamente da moderatori umani diversi. Il moderatore che ha controllato la prima segnalazione non ha preso provvedimenti, ma il moderatore che ha controllato la seconda segnalazione ha rimosso il contenuto per violazione della Normativa sull'incitamento all'odio di Meta. L'utente ha inviato un ricorso e un terzo moderatore ha ripristinato il contenuto sulla piattaforma. Dopo il ripristino del contenuto, un altro utente lo ha segnalato come "incitamento all'odio" e un altro moderatore ha così condotto un quarto controllo e lo ha nuovamente rimosso. L'utente ha inviato un secondo ricorso e, dopo il quinto controllo, un altro moderatore ha confermato la decisione di rimuovere il contenuto. Meta ha comunicato la propria decisione all'utente, che ha quindi inviato un ricorso all'Oversight Board. In seguito Meta ha confermato che tutti i moderatori che hanno controllato il contenuto parlavano correntemente l'arabo.
Meta ha spiegato che la decisione iniziale di rimuovere il contenuto si era basata sul controllo delle immagini contenenti i termini "z***l" e "t***e/t***a". In risposta a una domanda del Board, Meta ha anche fatto notare che l'azienda considera un altro termine utilizzato nel contenuto, "moukhanath", come un insulto.
Secondo Meta, dopo che l'utente aveva inviato il ricorso al Board, ma prima che il Board selezionasse il caso in oggetto, il contenuto era stato inoltrato in modo indipendente per un ulteriore controllo interno, secondo cui il contenuto non violava la normativa sull'incitamento all'odio. Il contenuto era stato di conseguenza ripristinato sulla piattaforma.
3. Ambito e autorità dell'Oversight Board
Il Board ha l'autorità di controllare la decisione di Meta dando seguito al ricorso dell'utente il cui contenuto è stato rimosso (articolo 2, sezione 1 dell'Atto costitutivo; articolo 3, sezione 1 dello Statuto).
Il Board può confermare o revocare la decisione di Meta (articolo 3, sezione 5 dell'Atto costitutivo) e la sua decisione è vincolante per l'azienda (articolo 4 dell'Atto costitutivo). Meta deve anche valutare la fattibilità dell'applicazione della sua decisione nel caso di contenuti identici in un contesto parallelo (articolo 4 dell'Atto costitutivo). Le decisioni del Board possono comprendere dichiarazioni di carattere consultivo sulle normative, con raccomandazioni non vincolanti a cui Meta deve rispondere (articolo 3, sezione 4 dell'Atto costitutivo; articolo 4 dell'Atto costitutivo).
Quando seleziona casi come questo, in cui Meta ha confermato di aver commesso un errore, il Board controlla la decisione originaria per capire meglio il perché di tali errori e per formulare osservazioni o raccomandazioni che potrebbero contribuire a ridurre gli errori e migliorare il regolare processo.
4.Fonti di autorità
L'Oversight Board ha preso in considerazione le seguenti fonti di autorità:
I.Decisioni dell'Oversight Board:
Le decisioni più pertinenti del Board in relazione al caso in oggetto includono:
- La decisione "Cintura wampum" (2021-012-FB-UA): in tale decisione il Board ha sottolineato l'importanza di proteggere la libertà di espressione dei gruppi emarginati, sottolineando che Meta deve assicurarsi di non rimuovere i contenuti che rientrano nell'eccezione alla normativa sull'incitamento all'odio.
- La decisione "Insulti in Sudafrica" (2021-011-FB-UA): in tale decisione il Board ha stabilito che Meta deve adottare una maggiore trasparenza in merito alle procedure e ai criteri che utilizza per elaborare gli elenchi di insulti. Il Board ha inoltre raccomandato a Meta di dare la priorità al miglioramento della correttezza procedurale nell'applicazione della normativa sull'incitamento all'odio, in modo che gli utenti possano comprendere meglio i motivi per cui i contenuti vengono rimossi.
- La decisione "Bot in Myanmar" (2021-007-FB-UA): in tale decisione il Board ha sottolineato l'importanza di considerare il contesto per valutare se un contenuto rientra tra le eccezioni alla normativa sull'incitamento all'odio.
Il Board fa riferimento anche alle raccomandazioni formulate nelle decisioni: "Isolamento di Ocalan" (2021-006-IG-UA), "Meme dei due pulsanti" (2021-005-FB-UA), e "Sintomi del cancro al seno e nudità" (2020-004-IG-UA).
II. Normative sui contenuti di Meta:
Il presente caso riguarda le Linee guida della community di Instagram e gli Standard della community di Facebook. Il Centro sulla trasparenza di Meta precisa che "Facebook e Instagram condividono le Normative sui contenuti. Ciò significa che se un contenuto risulta essere in violazione su Facebook, sarà in violazione anche su Instagram".
Le Linee guida della community di Instagram affermano:
Desideriamo costruire una community positiva ed eterogenea. Rimuoviamo i contenuti che presentano minacce credibili o incitamento all'odio [...] Non condividiamo in alcun caso la promozione della violenza o gli attacchi basati su razza, etnia, nazionalità, sesso, genere, identità di genere, orientamento sessuale, affiliazione religiosa, disabilità o malattia. I discorsi di incitamento all'odio condivisi per metterli in discussione o per sensibilizzare le persone potrebbero essere accettati. In questi casi, ti chiediamo di indicare chiaramente il tuo intento.
Gli Standard della community di Facebook definiscono i contenuti che incitano all'odio come "un attacco diretto rivolto alle persone sulla base di categorie protette, quali razza, etnia, nazionalità di origine, disabilità, religione, casta, orientamento sessuale, genere, identità di genere e malattie gravi". Meta suddivide gli attacchi in tre livelli. La sezione relativa agli insulti della normativa sull'incitamento all'odio vieta "contenuti che descrivono o attaccano persone con insulti, dove gli insulti sono definiti come parole intrinsecamente offensive e usate per insultare le persone per le caratteristiche elencate sopra". Il resto del livello tre vieta i contenuti rivolti a persone che subiscono segregazione o esclusione.
Nell'ambito dei fondamenti della normativa Meta spiega:
Riconosciamo che le persone in alcuni casi condividono contenuti che incitano all'odio di cui non sono autori allo scopo di condanna o sensibilizzazione. In alcuni casi, discorsi che potrebbero altrimenti violare i nostri standard possono essere usati in modo autoreferenziale o per rafforzare una causa. Le nostre normative sono pensate per lasciare spazio a questi tipi di discorsi, ma chiediamo alle persone di chiarire le proprie intenzioni. Quando l'intenzione non è chiara, possiamo rimuovere il contenuto.
III. Valori di Meta:
I valori di Meta sono indicati nell'introduzione agli Standard della community di Facebook, in cui il valore della "Libertà di espressione" è "essenziale":
L'obiettivo dei nostri Standard della community è sempre stato quello di creare un luogo in cui le persone possano esprimersi. [...] Vogliamo che le persone possano esprimersi apertamente sui temi che hanno a cuore, anche se alcune persone potrebbero essere in disaccordo o trovarli discutibili.
Meta limita la "Libertà di espressione" per tutelare quattro valori, due dei quali sono pertinenti in questo caso:
"Sicurezza": per noi è importante che Facebook sia un luogo sicuro. Le espressioni che minacciano le persone possono intimidire, escludere o limitare il diritto di espressione altrui, pertanto non sono consentite su Facebook.
"Dignità": crediamo che tutte le persone abbiano pari dignità e diritti. Ci aspettiamo che le persone rispettino la dignità altrui e non minaccino o denigrino gli altri.
IV. Standard internazionali per i diritti umani:
I principi guida delle Nazioni Unite (UNGP) su imprese e diritti umani, promossi nel 2011 dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, stabiliscono un quadro normativo volontario per le responsabilità delle aziende private in materia di diritti umani. Nel 2021, Meta ha annunciato la sua Normativa aziendale sui diritti umani, che ribadisce il suo impegno nel rispettare i diritti dell'uomo ai sensi dei principi guida delle Nazioni Unite. L'analisi del Board sulle responsabilità di Meta in materia di diritti umani per il caso in oggetto si è basata sui seguenti Standard per i diritti umani, che sono applicati nella Sezione 8 della presente decisione:
- Il diritto alla libertà di opinione ed espressione: articolo 19 della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), Commento generale n. 34, Comitato per i Diritti Umani (2011); Comunicazione 488/1992, Toonen contro Australia, Comitato per i Diritti Umani, 1992; Risoluzione 32/2, Consiglio per i diritti umani, 2016; i report del Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di opinione ed espressione: A/HRC/38/35 (2018) and A/74/486 (2019); Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, report: A/HRC/19/41 (2011).
- Il diritto alla non discriminazione: articolo 2, par. 1 e articolo 26 (ICCPR)
5. Invii dell'utente
Nella sua dichiarazione al Board, l'utente descriveva il suo account come un luogo in cui "celebrate queer Arab culture" (celebrare la cultura araba queer). L'utente spiega che, pur essendo uno "safe space" (spazio sicuro), con l'aumento del numero di follower, è stato sempre più preso di mira da troll omofobi con commenti offensivi e contenuti segnalati in massa.
L'utente ha spiegato che il suo intento nel pubblicare il contenuto era quella di celebrare "effeminate men and boys" (gli uomini e i ragazzi effeminati) nella società araba, i quali vengono spesso sminuiti con l'uso di un linguaggio dispregiativo messo in evidenza nel post. L'utente, inoltre, ha spiegato che stava cercando di rivendicare le parole dispregiative utilizzate contro di lui come una forma di resistenza e per rafforzare una causa. Inoltre ha affermato di aver chiarito nel contenuto del post di non tollerare o incoraggiare l'uso delle parole nelle immagini come insulti. L'utente ha inoltre affermato di ritenere che il suo contenuto fosse conforme alle normative sui contenuti di Meta che permettono specificamente l'uso di termini, altrimenti banditi, se usati in modo autoreferenziale o per rafforzare una causa.
6. Invii di Meta
Nelle sue motivazioni, Meta ha spiegato che il contenuto era stato originariamente rimosso ai sensi della normativa sull'incitamento all'odio, poiché al suo interno era presente una parola vietata che costituisce un termine "dispregiativo riferito alle persone gay" che fa parte dell'elenco degli insulti elaborato da Meta. Meta ha infine revocato la propria decisione originale e ripristinato il contenuto poiché l'uso della parola in questione rientrava nelle eccezioni di Meta che "consentono i contenuti volti a condannare un insulto o l'incitamento all'odio, a discutere l'uso di insulti, anche tramite la segnalazione di casi in cui questi sono stati utilizzati, o a discutere della possibilità di usare tali insulti o meno". Meta ha accettato che il contesto indicava che l'utente stava attirando l'attenzione sulla natura offensiva della parola e che quindi non si trattava di una violazione.
In risposta alle domande del Board su quanto sia rilevante il contesto nell'applicazione da parte di Meta delle eccezioni alla normativa sull'incitamento all'odio, l'azienda ha dichiarato che "l'incitamento all'odio e gli insulti sono consentiti" qualora siano derisi, condannati, discussi, segnalati o usati in modo autoreferenziale, e che l'utente ha la responsabilità di chiarire le proprie intenzioni quando menziona un insulto.
In risposta a un'altra domanda del Board, Meta ha dichiarato di "non aver elaborato congetture" sul motivo per cui il contenuto è stato erroneamente rimosso, perché gli addetti al controllo dei contenuti non giustificano le ragioni delle loro decisioni.
Il Board ha posto a Meta un totale di 17 domande, di cui 16 hanno ricevuto una risposta completa e 1 una risposta parziale.
7. Commenti pubblici
Il Board ha ricevuto tre commenti pubblici relativi al presente caso. Uno dei commenti è stato inviato da Stati Uniti e Canada, uno da Medio Oriente e Nord Africa e uno da America Latina e Caraibi.
I commenti inviati riguardavano i seguenti temi: la sicurezza della comunità LGBT sulle principali piattaforme di social media, la riflessione sul contesto locale nell'applicazione della normativa sull'incitamento all'odio e la modifica dei significati delle parole arabe.
Per leggere i commenti pubblici inviati per il caso in oggetto, clicca qui.
Inoltre, nell'ambito delle costanti iniziative per il coinvolgimento degli stakeholder, i membri del Board hanno tenuto colloqui informativi e proficui con le organizzazioni che si occupano della libertà di espressione e dei diritti delle persone LGBTQIA+, comprese quelle di lingua araba. Tali incontri hanno messo in evidenza alcune problematiche, tra cui: la difficoltà di dichiarare in modo categorico che un insulto viene rivendicato ed è totalmente inoffensivo; i casi in cui il termine in questione può continuare a essere percepito come un insulto da alcuni segmenti di pubblico, indipendentemente dalle intenzioni di chi lo pronuncia; i problemi causati dalla mancanza di indicazioni sulla normativa sui contenuti da parte dei gruppi di sostegno LGBTQIA+ e delle community non anglofone; i rischi derivanti da una moderazione dei contenuti non sufficientemente sensibile al contesto.
8.Analisi dell'Oversight Board
Il Board ha cercato di valutare se questo contenuto dovesse essere ripristinato in base a tre aspetti: le normative sui contenuti di Meta, i valori dell'azienda e le sue responsabilità in materia di diritti umani.
Il caso in oggetto è stato selezionato dal Board perché l'eccessiva moderazione delle opinioni degli utenti appartenenti a gruppi minoritari perseguitati rappresenta una minaccia grave e diffusa alla loro libertà di espressione. Gli spazi online dedicati alla libertà di espressione sono particolarmente importanti per i gruppi che subiscono persecuzioni e i cui diritti richiedono una protezione maggiore da parte delle aziende di social media. Il caso in oggetto dimostra anche lo sforzo di Meta nel cercare di proteggere le minoranze dall'incitamento all'odio, e al contempo il tentativo di creare uno spazio in cui le minoranze possano esprimersi appieno, anche rivendicando gli insulti che incitano all'odio.
8.1 Conformità con le normative sui contenuti di Meta
I.Regole sui contenuti
Il Board ritiene che, nonostante l'uso di termini offensivi, il contenuto non costituisca un incitamento all'odio, in quanto rientra nell'eccezione prevista dalla normativa sull'incitamento all'odio per i termini offensivi "usati in modo autoreferenziale o per rafforzare una causa", nonché nell'eccezione relativa alla citazione di discorsi che incitano all'odio "allo scopo di condanna o sensibilizzazione".
Nelle decisioni "Cintura wampum" e "Meme dei due pulsanti", il Board ha rilevato che non è necessario che un utente dichiari esplicitamente le proprie intenzioni in un post affinché questo soddisfi i requisiti di un'eccezione alla normativa sull'incitamento all'odio. È sufficiente che un utente chiarisca, nel contesto del post, che sta usando la terminologia di incitamento all'odio in modo conforme alla normativa in materia.
Tuttavia, il contenuto in questo caso includeva dichiarazioni dell'utente in cui precisava di non "condone or encourage" (tollerare o incoraggiare) l'uso offensivo dei termini offensivi in questione, ma che il post era invece "an attempt to resist and challenge the dominant narrative" (un tentativo di resistere e sfidare la narrazione dominante) e di "to reclaim the power of such hurtful terms" (rivendicare la forza di tali termini offensivi). Sebbene le evidenti dichiarazioni di intenti non siano sempre necessarie o sufficienti per legittimare l'uso o la citazione di discorsi che incitano all'odio, esse dovrebbero richiamare l'attenzione del moderatore sulla possibilità che si applichi un'eccezione. Nel caso in oggetto, il Board ritiene che la dichiarazione di intenti, unita al contesto, chiarisca che il contenuto rientri inequivocabilmente nell'eccezione.
Tuttavia, Meta inizialmente ha rimosso il contenuto, con tre diversi moderatori che lo hanno ritenuto in violazione alla normativa sull'incitamento all'odio. Le ragioni per cui più moderatori non sono riusciti a classificare correttamente i contenuti possono essere molteplici, ma Meta non è stata in grado di fornire spiegazioni specifiche in merito all'errore, in quanto l'azienda non richiede ai moderatori di registrare le motivazioni alla base delle loro decisioni. Come sottolineato nella decisione "Cintura wampum", i tipi di errori e le persone o comunità che ne sopportano il peso sono il riflesso di alcune scelte di progettazione dei sistemi di applicazione sulla piattaforma, che rischiano di pregiudicare i diritti relativi alla libertà di espressione dei membri dei gruppi perseguitati. Qualora Meta rilevasse uno schema di applicazione eccessiva e persistente della normativa sui contenuti in relazione a un gruppo perseguitato o emarginato, come in questo caso, sarebbe opportuno indagare sulle motivazioni alla base delle decisioni di applicazione e valutare quali modifiche alle regole di moderazione, o una maggiore formazione o supervisione rispetto alle regole esistenti, siano necessarie per evitare un'applicazione eccessivamente zelante che gravi sui membri di gruppi i cui diritti relativi alla libertà di espressione sono particolarmente a rischio.
II.Azione di applicazione
In risposta alle domande del Board, Meta ha spiegato che il contenuto era stato ripristinato sulla piattaforma solo perché era stato contrassegnato da un dipendente di Meta ai fini dell'inoltro per il controllo. "Inoltro per il controllo" indica che la decisione, anziché essere controllata su larga scala, e quindi spesso esternalizzata, viene affidata a un team interno di Meta. In questo caso, sembra che un dipendente di Meta abbia dovuto notare la rimozione del contenuto, quindi compilare e inviare un modulo web interno che evidenziava il problema. Al di là della componente di casualità, sistemi come questi possono identificare solo errori in contenuti a cui il personale Meta è esposto personalmente. Di conseguenza i contenuti non in inglese, i contenuti non pubblicati da account con molti follower negli Stati Uniti o i contenuti creati per e da gruppi poco rappresentati all'interno di Meta hanno molte meno probabilità di essere notati e segnalati, nonché di ricevere un'attenzione maggiore.
Nell'ambito della sua missione, il Board è stato messo al corrente delle preoccupazioni degli stakeholder sul fatto che l'applicazione accurata delle eccezioni alla normativa sull'incitamento all'odio richiede un grado di competenza in materia e di conoscenza del contesto locale che Meta potrebbe non avere o potrebbe non essere sempre in grado di applicare. Il Board condivide la preoccupazione che, a meno che Meta non richieda regolarmente il contributo dei gruppi minoritari oggetto di insulti a livello specifico per ogni Paese, non sarà in grado di elaborare elenchi di termini offensivi che tengano conto delle sfumature né di offrire ai moderatori linee guida adeguate su come applicare le eccezioni alla normativa in materia di incitamento all'odio.
8.2 Conformità con i valori di Meta
Il Board ritiene che la decisione originaria di rimuovere il contenuto non fosse coerente con i valori di Meta della "Libertà di espressione" e della "Dignità" e non favorisse il valore della "Sicurezza". Sebbene sia coerente con i valori di Meta vietare l'uso di insulti che offendono le persone sulle sue piattaforme, il Board teme che Meta non applichi in modo coerente le eccezioni previste dalla normativa in materia di espressione provenienti da gruppi emarginati.
Nel contesto relativo al caso in oggetto, una "Libertà di espressione" che cerca di promuovere la libera espressione dei membri di un gruppo emarginato è estremamente importante. Meta tenta giustamente di limitare l'uso degli insulti volti a denigrare e intimidire i loro destinatari, ma anche di consentire i tentativi in buona fede di privare queste parole del loro impatto negativo attraverso la rivendicazione.
Il Board riconosce che la diffusione di insulti ha un impatto sulla "Dignità". Soprattutto quando vengono usate con l'intento di offendere o in assenza di elementi contestuali che indichino che non sono usate per offendere, le parole offensive possono intimidire, turbare o offendere gli utenti in modo tale da inibire la libertà di espressione online. Quando sono presenti elementi contestuali chiari che indicano che l'insulto viene menzionato per condannarlo o per sensibilizzare le persone, oppure che viene menzionato in modo autoreferenziale o per rafforzare una causa, il valore della "Dignità" non richiede la rimozione del termine in questione. Al contrario, un'applicazione eccessiva che non tiene conto delle eccezioni colpisce in modo particolare le minoranze e i gruppi emarginati. Come consigliato dal Board nella decisione "Meme dei due pulsanti", Meta deve garantire che i suoi moderatori dispongano di risorse e supporto sufficiente per valutare correttamente il contesto pertinente. È importante che i moderatori possano distinguere tra i riferimenti consentiti agli insulti e gli usi inammissibili degli stessi, al fine di proteggere la "Libertà di espressione" e la "Dignità" degli utenti, in particolare di quelli appartenenti a comunità emarginate.
Poiché la "Dignità" e la "Sicurezza" delle comunità emarginate corrono un rischio maggiore sulle piattaforme di social media, queste ultime hanno responsabilità maggiori nel proteggerle. Il Board ha già raccomandato a Meta, nella decisione "Cintura wampum" , di effettuare valutazioni sull'accuratezza dell'applicazione delle eccezioni alla normativa sull'incitamento all'odio. L'accuratezza può essere migliorata attraverso la formazione dei moderatori, in modo che siano in grado di identificare i contenuti che coinvolgono comunità discriminate e ricevano istruzioni per valutare attentamente l'eventuale applicazione di eccezioni alla normativa sull'incitamento all'odio. L'applicazione di tali eccezioni deve essere determinata da una valutazione del contenuto e da elementi contestuali a supporto.
Per quanto riguarda la "Sicurezza", il Board sottolinea anche l'importanza particolare che rivestono spazi online sicuri e una moderazione attenta nei confronti delle comunità emarginate e minacciate. Quando le persone LGBTQIA+ di lingua araba, soprattutto nella regione MENA, si esprimono apertamente online, corrono dei rischi. Meta deve trovare un equilibrio tra la necessità di offrire spazi solidali a questa forma di espressione e la garanzia di non moderare eccessivamente e mettere a tacere persone che affrontano già la censura e l'oppressione. Il Board riconosce la complessità della moderazione in questo ambito, soprattutto su vasta scala, ma è fondamentale che le piattaforme investano nelle risorse necessarie per applicarla in modo corretto.
8.3 Conformità con le responsabilità di Meta in materia di diritti umani
Il Board conclude affermando che la decisione iniziale di Meta di rimuovere il contenuto non era coerente con le sue responsabilità in materia di diritti umani in qualità di azienda. Meta si impegna a rispettare i diritti umani riconosciuti dai principi guida delle Nazioni Unite (UNGP) su imprese e diritti umani. Secondo la Normativa aziendale sui diritti umani di Meta, ciò comprende la Convenzione internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR).
1. Libertà di espressione (Articolo 19 dell'ICCPR)
L'articolo 19 dell'ICCPR fornisce un'ampia protezione alla libertà di espressione, e contempla anche il dibattito sui diritti umani e su espressioni che possono essere considerate "profondamente offensive" ( Commento generale n. 34, paragrafo 11). Il diritto alla libertà di espressione è garantito indistintamente a tutte le persone senza discriminazioni di "sesso" o di "qualsiasi altra condizione" (Articolo 2, paragrafo 1, ICCPR). Sono inclusi l'orientamento sessuale e l'identità di genere ( Toonen contro Australia (1992); A/HRC/19/41, paragrafo 7).
Tale pubblicazione si riferisce a importanti questioni sociali relative alla discriminazione nei confronti delle persone LGBTQIA+. L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha espresso preoccupazione per le restrizioni alla libertà di espressione derivanti da limitazioni discriminatorie per la difesa dei diritti LGBTQIA+ ( A/HRC/19/41, paragrafo 65).
L'articolo 19 prevede che, quando le limitazioni alla libertà di espressione sono imposte da uno Stato, devono soddisfare i requisiti di legalità, fine legittimo, necessità e proporzionalità (articolo 19, paragrafo 3, ICCPR). Sulla base del quadro tracciato dagli UNGP, il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di opinione ed espressione ha invitato le aziende di social media a verificare che le proprie regole in materia di contenuti siano guidate dai requisiti dell'articolo 19, paragrafo 3, ICCPR ( A/HRC/38/35, paragrafi 45 e 70).
I. Legalità (chiarezza e accessibilità delle norme)
Il requisito di legalità prevede che qualsiasi restrizione alla libertà di espressione deve essere accessibile e abbastanza chiara da fornire indicazioni su ciò che è consentito e ciò che non lo è.
Nei casi "Sintomi del cancro al senso e nudità" (2020-004-IG-UA, Raccomandazione n. 9) e "Isolamento di Ocalan" (2021-006-IG-UA, Raccomandazione n. 10) e nel Parere di carattere consultivo sulla condivisione di informazioni private sulla residenza (Raccomandazione n. 9), il Board ha raccomandato a Meta di spiegare agli utenti di Instagram che gli standard della community di Facebook si applicano indistintamente anche a Instagram, con alcune eccezioni. Nel Parere di carattere consultivo il Board ha esortato a Meta di dare seguito a tale raccomandazione entro 90 giorni. Il Board prende atto della risposta al suo Parere di carattere consultivo da parte di Meta, secondo cui, sebbene questa raccomandazione verrà completamente implementata, Meta sta ancora lavorando alla creazione di Linee guida della community di Instagram più complete, che precisino la loro relazione con gli Standard della community di Facebook, e non può impegnarsi a rispettare la scadenza di 90 giorni. Il Board, dopo aver ribadito questa raccomandazione in più occasioni, ritiene che Meta abbia avuto tempo sufficiente per prepararsi a questi cambiamenti. La relazione poco chiara tra le Linee guida della community di Instagram e gli Standard della community di Facebook è fonte di costante confusione per gli utenti delle piattaforme di Meta. Attualmente, le Linee guida della community di Instagram contengono un link agli Standard della community di Facebook in merito all'incitamento all'odio, ma non viene chiarito all'utente che lo Standard della community di Facebook in materia di incitamento all'odio si applica nella sua totalità, incluso il divieto di insulti e le eccezioni, a Instagram. Per il Board, l'aggiornamento tempestivo e completo delle Linee guida della community di Instagram rimane una priorità assoluta.
Per quanto riguarda l'elaborazione di un elenco di termini offensivi, il Board ribadisce quanto affermato nel caso "Insulti in Sudafrica" ( 2021-011-FB-UA): Meta dovrebbe adottare una maggiore trasparenza in merito alle procedure e ai criteri che utilizza per formulare i suoi elenchi. In questo caso Meta ha spiegato che, per definire gli elenchi di termini offensivi per ciascun mercato stabilito, si basa sull'"analisi e la valutazione da parte di partner interni pertinenti, come i team che si occupano di processi, mercati o normative sui contenuti". Meta ha inoltre dichiarato che i suoi esperti di mercato verificano ogni anno l'elenco degli insulti, svolgendo una valutazione qualitativa e quantitativa di ogni termine, distinguendo "le parole che sono intrinsecamente offensive, anche se scritte da sole, e le parole che non sono intrinsecamente offensive". Per il Board non è chiaro quando tale revisione annuale abbia luogo, ma dopo che il Board ha selezionato questo caso, Meta ha verificato l'uso della parola "z***l". A seguito di tale verifica, la parola è stata rimossa dall'elenco degli insulti "in arabo", mentre è stata mantenuta nell'elenco degli insulti relativi al "mercato del Maghreb". Il Board non sa se tale verifica facesse parte delle procedure regolari o se fosse una revisione ad hoc in risposta alla selezione del caso da parte del Board. Più in generale, al Board non è chiaro in cosa consistano le valutazioni qualitative e quantitative previste dai controlli annuali.
Gli utenti non hanno a disposizione informazioni sui processi e sui criteri di elaborazione dell'elenco di insulti né sulla designazione del mercato, in particolare sul modo in cui vengono distinti i mercati linguistici e geografici. Senza tali informazioni, e facendo riferimento esclusivamente alla definizione di insulto contenuta nella normativa sull'incitamento all'odio, che si basa su concetti soggettivi come la capacità di offendere intrinseca e la natura offensiva, potrebbe essere difficile per gli utenti valutare quali parole possono essere considerate insulti ( A/74/486, paragrafo 46); vd. anche A/HRC/38/35, paragrafo 26).
Per quanto riguarda le modalità di applicazione dell'elenco di insulti, nel caso "Insulti in Sudafrica" ( 2021-011-FB-UA) Meta ha dichiarato che "il divieto rivolto agli insulti è globale, ma la classificazione degli stessi è specifica per mercato". Meta ha spiegato che "se un termine figura nell'elenco di insulti di un dato mercato, la normativa sull'incitamento all'odio ne vieta l'uso in tale mercato". La spiegazione di Meta è ambigua poiché non è chiaro se le sue pratiche di applicazione, che possono essere di portata globale, significhino che gli insulti designati per mercato sono proibiti anche a livello globale. Meta ha dichiarato di aver definito un mercato come "una combinazione di Paesi e lingue/dialetti" e che "la divisione tra... [i] mercati si basa principalmente su una combinazione di lingua/dialetto e Paese di provenienza dei contenuti". Agli addetti al controllo dei contenuti di Meta vengono "assegnati i mercati di riferimento in base alle loro attitudini linguistiche e alle loro conoscenze culturali e del mercato". Secondo Meta, questo contenuto coinvolgeva i mercati arabi e del Maghreb presenti nell'elenco degli insulti, ed è stato indirizzato verso questi mercati "in base a una combinazione di segnali multipli come la posizione, la lingua e il dialetto rilevati nel contenuto, il tipo di contenuto e il tipo di segnalazione". Per il Board non è sufficientemente chiaro in che modo i segnali multipli operino congiuntamente nella determinazione di quali mercati possa coinvolgere un dato contenuto, né se il contenuto che contiene un insulto in un determinato mercato venga rimosso solo se il contenuto si riferisce a quel mercato, o se venga rimosso a livello globale. Lo stesso Standard della community non illustra tale processo.
Meta dovrebbe fornire una spiegazione completa sul modo in cui gli insulti vengono trattati sulla piattaforma. Nella normativa attuale sono presenti diverse ambiguità, non è chiaro ad esempio se gli insulti designati per determinate aree geografiche vengano rimossi dalla piattaforma solo quando pubblicati in tali aree geografiche o quando vengono visualizzati in tali aree, oppure indipendentemente dal luogo di pubblicazione o visualizzazione. Meta dovrebbe altresì spiegare come gestisce le parole considerate un insulto in alcuni contesti, ma che hanno un significato completamente diverso e che non viola le normative di Meta altrove.
Anche la struttura dello Standard della community sull'incitamento all'odio può creare confusione. Sebbene il divieto relativo agli insulti venga riportato sotto il titolo del terzo livello di incitamento all'odio, il Board ritiene che non sia chiaro se il divieto appartenga al terzo livello, dal momento che gli insulti non sono necessariamente rivolti alle persone che subiscono la segregazione o l'esclusione, che sono invece l'argomento centrale di quel livello.
II.Fine legittimo
Le limitazioni alla libertà di espressione devono perseguire uno degli scopi legittimi enucleati nell'ICCPR, che includono i "diritti degli altri". La normativa in oggetto per il presente caso perseguiva il fine legittimo della protezione dei diritti altrui ( Commento generale n. 34, paragrafo 28) rispetto all'uguaglianza e la protezione dalle violenze e dalle discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere (articolo 2, paragrafo 1, Articolo 26 dell'ICCPR;. Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Toonen contro Australia (1992); Risoluzione 32/2 del Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite sulla protezione dalle violenze e dalle discriminazioni legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere).
III. Necessità e proporzionalità
Il principio di necessità e proporzionalità prevede che le limitazioni alla libertà di espressione "devono corrispondere allo strumento meno invasivo tra quelli che potrebbero svolgere la funzione protettiva [e] devono essere proporzionate alla relativa funzione protettiva e all'interesse da tutelare" ( Commento generale 34, par. 34).
In questo caso la rimozione del contenuto non era necessaria poiché costituiva un chiaro errore, non in linea con l'eccezione alle normative di Meta in materia di incitamento all'odio. La rimozione non ha costituito nemmeno lo strumento meno invasivo per perseguire il fine legittimo poiché, a ogni controllo che ha portato alla rimozione, l'intero carosello contenente 10 foto è stato rimosso per presunte violazioni della normativa in una sola delle foto. Anche se il carosello avesse incluso un'immagine contenente insulti inammissibili che non rientravano in un'eccezione, la rimozione dell'intero carosello non sarebbe stata una risposta proporzionata.
Meta ha spiegato al Board che "il post viene considerato in violazione se una qualsiasi foto viola gli Standard della community" e che "diversamente da Facebook, Meta non è in grado di rimuovere una singola immagine da un post di Instagram con più foto". Meta ha dichiarato che è stato proposto un aggiornamento dello strumento di controllo dei contenuti, al fine di consentire agli addetti al controllo di rimuovere da un carosello solo la foto in violazione, ma all'aggiornamento non è stata assegnata la priorità. Secondo il Board, questa spiegazione non è chiara e ritiene che non assegnare la priorità all'aggiornamento potrebbe portare a un'applicazione eccessiva del sistema, dove interi caroselli vengono rimossi anche se solo alcune parti di essi sono ritenute in violazione. Il Board rileva inoltre che, nel caso in cui un utente pubblichi la stessa serie di foto su Facebook e Instagram, il diverso trattamento di questo tipo di contenuti sulle due piattaforme porterebbe a risultati incoerenti non giustificati da alcuna differenza significativa in termini di normativa: se una delle foto è in violazione, ciò causerà la rimozione dell'intero carosello su Instagram, ma non su Facebook.
2.Normativa contro le discriminazioni
Data l'importanza della rivendicazione di termini dispregiativi per le persone LGBTQIA+ nella lotta alla discriminazione, il Board si aspetta che Meta mostri una particolare attenzione alla possibilità di rimuovere erroneamente il contenuto del caso in oggetto o contenuti simili su Facebook e Instagram. Nella decisione "Cintura wampum" ( 2021-012-FB-UA), relativa all'espressione artistica di persone indigene, il Board ha osservato che non è sufficiente valutare complessivamente in che modo Meta abbia applicato la normativa di Facebook sull'incitamento all'odio, ma che occorre prendere in considerazione gli effetti su particolari gruppi emarginati. Ai sensi degli UNGP, "le aziende devono prestare particolare attenzione a eventuali impatti particolari sui diritti umani di individui appartenenti a gruppi o popolazioni che possono essere a maggior rischio di vulnerabilità o emarginazione" (principi 18 e 20 degli UNGP). Per le persone LGBTQIA+ che vivono in Paesi che ne penalizzano la libertà di espressione, i social media sono spesso uno degli unici mezzi a disposizione per esprimersi liberamente. Questo riguarda in particolare Instagram, in cui le Linee Guida della community consentono agli utenti di non utilizzare il proprio nome reale. Il Board osserva che negli Standard della community non sono previste le stesse libertà per gli utenti di Facebook. Sarebbe importante che Meta dimostrasse di aver condotto una due diligence in materia di diritti umani per garantire che i suoi sistemi funzionino in modo equo e non contribuiscano alla discriminazione (principio 17 degli UNGP). Il Board osserva che Meta valuta costantemente l'accuratezza dei suoi sistemi di applicazione in materia di incitamento all'odio (decisione "Cintura wampum"). Tuttavia, tali valutazioni non vengono suddivise in analisi di accuratezza che misurano in modo specifico la capacità di Meta di distinguere contenuti di incitamento all'odio inammissibili da contenuti consentiti il cui tentativo è di rivendicare termini dispregiativi.
Gli errori in questo caso indicano che le linee guida fornite da Meta ai moderatori per valutare i riferimenti a termini dispregiativi potrebbero essere insufficienti. Il Board teme che gli addetti al controllo non dispongano di risorse sufficienti in termini di tempo o formazione per evitare il tipo di errore riscontrato in questo caso, specialmente per quanto riguarda i contenuti consentiti dalle eccezioni alla normativa. In questo caso, Meta ha informato il Board che le Domande note e gli Standard di implementazione interni sono disponibili solo in inglese per "garantire un'applicazione globale standardizzata" delle sue normative e che "tutti i suoi moderatori di contenuti parlano correntemente l'inglese". Nella decisione "Bot in Myanmar" ( 2021-007-FB-UA) il Board ha raccomandato a Meta di garantire che gli Standard di implementazione interni siano disponibili nella lingua in cui i moderatori dei contenuti controllano i contenuti. Meta non ha intrapreso ulteriori provvedimenti in merito a tale raccomandazione, e ha fornito una risposta simile, ovvero che i suoi moderatori di contenuti parlano correntemente l'inglese. Il Board osserva che fornire ai moderatori linee guida in inglese su come moderare i contenuti in lingue diverse dall'inglese rappresenta una difficoltà intrinseca. Gli Standard di implementazione interni e le Domande note sono spesso fondati su strutture linguistiche in inglese, che potrebbero non essere applicabili in altre lingue, come l'arabo.
Nella decisione "Cintura wampum" ( 2021-012-FB-UA, Raccomandazione n. 3), il Board ha raccomandato a Meta di svolgere valutazioni sull'accuratezza incentrate sulle eccezioni alla normativa sull'incitamento all'odio, eccezioni che riguardano le espressioni relative alle violazioni dei diritti umani (ad es. condanna, sensibilizzazione, uso autoreferenziale e per rafforzare una causa); inoltre Meta dovrebbe condividere i risultati di tale valutazione, spiegando anche in che modo questi risultati porteranno a dei miglioramenti nell'applicazione e nello sviluppo delle normative. Il Board ha formulato questa raccomandazione basandosi sulla consapevolezza che una rimozione eccessiva di contenuti che riguardano le violazioni dei diritti umani comporta costi particolarmente elevati. Il Board prende atto delle preoccupazioni di Meta in merito alla raccomandazione relativa alla valutazione della fattibilità, tra cui (a) mancanza di categorie specifiche nelle sue normative sulle eccezioni relative ad ambiti quali la violazione dei diritti umani e (b) la mancanza di un campione facilmente identificabile di contenuti che rientrano nelle eccezioni all'incitamento all'odio. Il Board ritiene che tali sfide possano essere superate, in quanto Meta potrebbe concentrare l'analisi sulle eccezioni esistenti in materia di incitamento all'odio e dare priorità all'identificazione di campioni di contenuti. Il Board incoraggia Meta a impegnarsi a implementare la raccomandazione formulata nel caso "Cintura wampum" ( 2021-012-FB-UA) e accoglie con favore gli aggiornamenti da parte di Meta nel suo prossimo report trimestrale.
9. Decisione dell'Oversight Board
L'Oversight Board revoca la decisione originaria di Meta di rimuovere il contenuto.
10. Linee guida sulle normative
Applicazione
1. Meta dovrebbe tradurre gli Standard di implementazione interni e le Domande note in arabo moderno standard. Così facendo, potrebbe ridursi l'applicazione eccessiva nelle zone geografiche di lingua araba, consentendo ai moderatori di valutare meglio quando le eccezioni ai contenuti con insulti sono giustificate. Il Board prende atto che Meta non ha intrapreso alcuna azione ulteriore in risposta alla raccomandazione contenuta nel caso "Bot in Myanmar" (2021-007-FB-UA), secondo cui Meta deve garantire che gli Standard di implementazione interni siano disponibili nella lingua in cui i moderatori dei contenuti controllano i contenuti. Il Board considererà tale raccomandazione implementata nel momento in cui Meta informerà il Board di aver completato la traduzione in arabo moderno standard.
Trasparenza
2. Meta dovrebbe pubblicare una spiegazione chiara sul modo in cui crea i suoi elenchi di termini offensivi specifici per ciascun mercato. Tale spiegazione deve includere i procedimenti e i criteri che designano quali insulti e quali Paesi sono assegnati a ciascun elenco specifico per mercato. Il Board considererà tale raccomandazione implementata quando le informazioni verranno pubblicate sul Centro sulla trasparenza.
3. Meta dovrebbe pubblicare una spiegazione chiara sul modo in cui applica i suoi elenchi di termini offensivi specifici per ciascun mercato. Tale spiegazione deve includere i procedimenti e i criteri che determinano precisamente quando e dove verrà applicato il divieto relativo agli insulti, sia per quanto riguarda i post provenienti dalla zona geografica in questione, sia per quelli provenienti da altre zone geografiche ma relativi alla zona geografica in questione, e/o in relazione a tutti gli utenti della zona geografica in questione, indipendentemente dall'origine geografica del post. Il Board considererà tale raccomandazione implementata quando le informazioni verranno pubblicate sul Centro sulla trasparenza di Meta.
4. Meta dovrebbe pubblicare una spiegazione chiara sul modo in cui verifica i suoi elenchi di termini offensivi specifici per ciascun mercato. Tale spiegazione deve includere i procedimenti e i criteri per rimuovere o mantenere gli insulti negli elenchi di termini offensivi specifici per ciascun mercato. Il Board considererà tale raccomandazione implementata quando le informazioni verranno pubblicate sul Centro sulla trasparenza di Meta.
*Nota procedurale:
Le decisioni dell'Oversight Board sono predisposte da gruppi di cinque Membri e devono essere approvate dalla maggioranza del Board. Le decisioni del Board non rappresentano necessariamente le opinioni personali di tutti i Membri.
Per la decisione su questo caso sono state commissionate ricerche indipendenti per conto del Board. Un istituto di ricerca indipendente presso l'Università di Göteborg e facente ricorso a un team di oltre 50 esperti di social in sei continenti, nonché a più di 3200 esperti nazionali da tutto il mondo ha fornito il proprio contributo. Il Board ha ricevuto aiuto anche da Duco Advisors, una società di consulenza specializzata in geopolitica, fiducia e sicurezza e tecnologia. L'azienda Lionbridge Technologies, LLC, i cui esperti parlano oltre 350 lingue e lavorano da più di 5000 città in tutto il mondo, ha messo a disposizione la propria competenza linguistica.
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